Un magazzino valorizzato al solo costo standard dice quanto si era previsto che costasse un prodotto, non quanto è costato alla fine. Le scelte contabili che ne derivano, e il punto in cui la chiusura si allunga, sono trattate anche nel report scaricabile «Il finance su SAP S/4HANA».
Perché a fine mese i margini non tornano
Finché il magazzino resta valorizzato al costo standard, ogni differenza fra il costo previsto e quello sostenuto si accumula a parte, su conti di scostamento, fuori dal perimetro che il controllo di disponibilità sui centri di costo presidia. Il bilancio è corretto, ma il margine per prodotto no: una materia prima rincarata del 15% continua a entrare nei conti al prezzo deciso a inizio anno, e chi analizza la redditività lavora su un costo che non è mai esistito.
Che cos’è il SAP Material Ledger?
La parte che interessa il controllo di gestione è la seconda: il costo effettivo calcolato a consuntivo, materiale per materiale, risalendo la catena di produzione.
Come funziona il costo standard durante il mese?
Il costo standard è un costo predeterminato che rappresenta il costo totale di produzione di un bene in condizioni normali. È il prezzo a cui ogni materiale viene valorizzato, e resta il riferimento per tutti i movimenti del periodo.
Si determina con il calcolo costi del materiale, che attraversa tre fasi: salvataggio, marcatura e rilascio. Nelle aziende che pianificano con MRP Live la revisione dei costi standard segue di solito lo stesso calendario della revisione dei fabbisogni. Entrate merci, entrate fatture e differenze di produzione vengono poi confrontate con quel valore; quando non coincidono, la differenza viene scritta in contabilità come differenza prezzo, senza rivalutare subito il magazzino.
Che cosa succede alla chiusura di periodo?
Alla chiusura mensile il Material Ledger calcola i costi effettivi del periodo, considerando i movimenti di materiale e le fatture su materie prime, i costi effettivi dalle conferme degli ordini di produzione e tutte le differenze prezzo accumulate. Gli scostamenti vengono poi riallocati sui costi dei prodotti.
| Livello | Che cosa fa | Che cosa produce |
|---|---|---|
| Livello singolo | Attribuisce le differenze prezzo cumulate al singolo materiale, in proporzione alla quantità di inventario finale e al consumo del periodo. | Il costo effettivo di quel materiale. |
| Livello multiplo | Risale la struttura di produzione dalle materie prime ai prodotti finiti, trasferendo le differenze ai livelli successivi su una struttura a quantità effettive, assimilabile a una distinta base di consuntivo. | Il costo effettivo del prodotto finito, con dentro gli scostamenti dei componenti. |
| Risultato | Le due determinazioni insieme chiudono il calcolo del periodo. | Il prezzo periodico unitario (PUP). |
È obbligatorio su SAP S/4HANA?
Su SAP S/4HANA il Material Ledger è attivo per impostazione come parte della valutazione delle scorte, mentre nei sistemi precedenti era un’attivazione da valutare. Questo sposta la domanda: non più se attivarlo, ma se usare anche il calcolo del costo effettivo o limitarsi alla valorizzazione standard.
È uno dei punti che emergono in una conversion a SAP S/4HANA, perché tocca le abitudini di chi lavora sulla chiusura, non solo la configurazione.
Quando il costo effettivo non serve
Se i prezzi di acquisto sono stabili e i cicli di produzione brevi, gli scostamenti restano piccoli e il costo effettivo conferma quello standard: si paga una complessità di chiusura per un’informazione già nota. In quel caso conviene presidiare la revisione periodica dei costi standard, che costa meno.
C’è poi un prerequisito che pesa più della configurazione: distinte base e cicli di lavorazione aggiornati. Il calcolo multilivello risale la struttura di produzione, e se quella struttura non rispecchia come si produce in reparto, il costo effettivo è preciso nei decimali e sbagliato nella sostanza.
Domande frequenti sul Material Ledger
Allunga i tempi di chiusura mensile?
Aggiunge un passaggio alla chiusura, che su S/4HANA gira in memoria ed è molto più rapido che in passato. L’impatto reale dipende dal numero di materiali e dai livelli di distinta, e si misura in test prima di metterlo in esercizio.
Si può attivare solo su alcuni stabilimenti?
La valutazione è legata all’area di valutazione, quindi la granularità esiste. È una scelta da fare con attenzione, perché stabilimenti valorizzati con criteri diversi vanno riconciliati quando si consolidano i dati.
Che differenza c’è fra PUP e costo standard?
Il costo standard è deciso prima e resta fermo per il periodo; il prezzo periodico unitario è calcolato dopo, sui movimenti e sugli scostamenti registrati. Il primo serve a far girare le transazioni, il secondo a sapere quanto è costato.
Serve per il bilancio o per il controllo di gestione?
Per entrambi, con pesi diversi. La valorizzazione al costo effettivo risponde a un requisito di bilancio, ma il dato che ne esce alimenta le analisi di marginalità del controllo di gestione.
Che cosa va preparato prima dell’attivazione?
Distinte base e cicli aggiornati, criteri di valorizzazione concordati con l’amministrazione, e una decisione su quali movimenti di magazzino entrano nel calcolo. Senza questi, l’attivazione si ferma al primo test di chiusura.
Parliamo della vostra valorizzazione
Il team di Software Business affianca le aziende di produzione del mid-market sul calcolo costi e sul controllo di gestione in SAP. Se volete capire quanto vi costa oggi la differenza fra standard ed effettivo, scriveteci: si parte dalle vostre differenze prezzo dell’ultimo esercizio.
Che cosa cambia per l'amministrazione con l'Universal Journal, come si sposta la chiusura di periodo, i tre punti da cui dipende il risultato e le domande da fare prima di partire.
